ATTO UNICO PER IL DIAVOLO
Pessoa, o il diavolo tramite lui, contrasta ne “L’ora del diavolo” l’abituale concezione dicotomica dell’universo quale campo di battaglia tra il bene e il male. Pessoa presenta il Diavolo come la luna di quel sole che Dio fu fatto essere.
Quest’opera teatrale, liberamente ispirata al testo di Pessoa, mette in scena la donna e il diavolo illuminati dalla musica di un violoncello, una tromba e due chitarre. Il violoncello richiama l’immagine conclusiva de “Le intermittenze della morte” di Saramago. La morte che avanza e sommerge dolcemente il canto del violoncello, assorbendolo, ampliandolo, come se volesse condurlo in un luogo dove la musica si sublimasse in silenzio, nell’ombra di una vibrazione che a poco a poco percorresse la pelle come l’ultima e inudibile risonanza di un timpano accarezzato da una farfalla.
Il musicista solenne di tutti i silenzi è qui interpretato con una sottile ironia che ridimensiona la solennità del testo originale. Le citazioni sono fedeli, ammirevole l’introduzione di frasi in lingua originale.
… Per musica non si deve intendere soltanto quella che si suona, bensì anche quella che resta eternamene da suonare. Per chiaro di luna non si deve supporre che si parli soltanto di ciò che viene dalla luna e fa agli alberi grandi profili; c’è un altro chiaro di luna, che il sole medesimo non esclude, e oscura in pieno giorno ciò che le cose fingono di essere. Solo i sogni sono sempre quello che sono. E’ il lato di noi in cui nasciamo e in cui siamo sempre naturali e nostri.
Il sogno è un’azione divenuta idea; e che, perciò, conserva la forza del mondo e ne ripudia la materia, cioè l’essere nello spazio.

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Circolo Arci Bellezza » Atto unico per il Diavolo said this on May 20, 2010 at 6:21 pm |